La direzione della fotografia di un documentario è un lavoro divertente  e utile al tempo stesso in quanto è possibile apprendere concetti nuovi mentre si è totalmente immersi nel proprio lavoro.
Di malaria ne sapevo poco, lo ammetto, ma è stato affascinante apprenderne le basi mentre mi districavo per il set, con esposimetro alla mano, tra un Giovanni Battista Grassi, medico dei primi del novecento, interpretato magistralmente da un ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), e il vero studio di Grassi conservato presso il Museo di Anatomia Comparata della Sapienza. Il progetto messo in piedi da ISS e La Sapienza ha visto dei ricercatori improvvisarsi registi e attori di questo documentario ed è fruibile sul canale youtube del Museo dell’ISS (ISSmuseo): https://youtu.be/VKNCzKX-pT0. Nelle prossime storie vi farò vedere cosa significa il termine fotografia in un filmato. Intanto fate una prova anche voi, prendete una bella serie televisiva, bloccate in qualsiasi punto del telefilm e cosa vedete? Sicuramente un’immagine illuminata “ad arte” seguendo quindi un preciso schema luce, espressione di una determinato linguaggio, perché alla fine la scena è si dominata da uno o più attori che parlano, si muovono e si esprimono, ma quello che fa la differenza è ciò che rende la scena visibile ovvero l’illuminazione.